Ophelia è un progetto di fotografia contemporanea dedicato all’esplorazione dell’universo femminile e delle sue molteplici sfumature. L’idea nasce dal desiderio di indagare l’identità femminile nel presente, rileggendo in chiave attuale un grande archetipo: Ofelia, figura resa immortale da Shakespeare e dall’opera pittorica di John Everett Millais. Due riferimenti che, ancora oggi, offrono una chiave potente per riflettere sul ruolo della donna, sulle sue dinamiche interiori e sui modelli culturali che continuano a condizionarla.
Nella tragedia shakespeariana, Ofelia è intrappolata tra desideri personali e pressioni esterne, rappresentando il conflitto eterno tra libertà e costrizione. Millais, con il suo celebre dipinto Ophelia, la trasforma in un’icona visiva ricca di simboli e fragilità. Il mio progetto fotografico Ophelia parte proprio da queste immagini storiche, ma le trasporta nella sensibilità contemporanea, creando una narrazione nuova e più profonda.
La mia Ophelia non è una vittima, né un’immagine romantica. È un simbolo moderno, una donna che attraversa emozioni complesse: forza, vulnerabilità, trasformazione, desiderio di autodeterminazione. Attraverso il linguaggio del ritratto concettuale, il progetto indaga ciò che spesso resta invisibile: l’impatto delle aspettative sociali, la ricerca della propria voce, la pressione dei ruoli imposti, ma anche il potere della consapevolezza e della metamorfosi interiore.
L’acqua, elemento ricorrente nelle serie, diventa metafora dell’inconscio, della memoria, delle identità fluide che caratterizzano la femminilità contemporanea. Ogni immagine è un viaggio emotivo, un racconto visivo che unisce estetica e introspezione, creando un ponte tra mito, arte e attualità. In questo modo, Ophelia si trasforma in un linguaggio universale capace di parlare al pubblico di oggi.
The progetto Ophelia esplora la donna non come icona da contemplare, ma come soggetto attivo, portatrice di storie personali e sensibilità profonde. Ogni fotografia diventa uno spazio di ascolto, un luogo in cui la fragilità incontra la forza e il silenzio si trasforma in rivelazione. L’obiettivo è restituire una visione autentica dell’identità femminile, lontana dagli stereotipi, in grado di raccontare ciò che spesso non trova voce.
Questa ricerca visiva dialoga con la storia dell’arte, ma allo stesso tempo la oltrepassa, offrendo una riflessione attuale sull’esperienza femminile. Ophelia diventa così un progetto di fotografia artistica che intreccia mito, contemporaneità e introspezione, proponendo una nuova interpretazione del ruolo della donna nel mondo di oggi. Un percorso che invita lo spettatore a immergersi in un femminile complesso, sensibile e profondamente umano.
Ophelia 1.0
Everyone is looking for me at Elsinore Castle, but tonight I have decided not to go back, to no longer hear his voice, those despicable words about me, the denial of our love, the contempt in his mad eyes.
Because Hamlet is the madman, not me, his little Ophelia as everyone says.
Perhaps he did it to save me, perhaps not to be loved, he who loves no one, perhaps he wants more from me than the letters, the phrases, the looks, the kisses never given.
This morning in my rooms I opened the trunks of my trousseau with Gertrude, I took out all my most beautiful clothes and I decided to wear them only one day, I have nothing more to wait for. Then my mother's jewels: corals, pearls, amethysts, grenades, crystals ... I drew with both hands in those precious caskets closed for some time.
I try to take away the most beautiful things and everything that I will miss to make me more sensual I will take from nature: flowers, leaves, garlands, berries ... Pass my life through the branches of this forest, bride child or young maid, sweet courtesan o sad siren in search of her lost king, the laces that tear as I run at breakneck speed, the silk that gets dirty as I climb the trees or I stretch out in their shade to weave wreaths of myrtle with small buttercups and fragrant wild roses.
A faint song comes out of my mouth, it tells of that love now lost, of that denied heart, and these flowers, dedicated to him, I want to raise them on the highest branch, maybe he sees them beyond the fog and comes to look for me ... little effort, but everything collapses around me and the river already laps the lace and laces of my skirt.
I do not resist the foamy waves, I abandon myself to the rushing current, releasing my song like a siren returning to the origins of the abyss, to appease my wounded heart that no one wanted to love. Three knights of the future will bring me back to life, anachronistic and courageous, who will revive my wild races and my mad singing in a series of rarefied shots after painters and writers have tried for centuries to describe my tormented soul without fully succeeding ...
Concept and Project: Giuseppe Zanoni | Fashion Designer / Stylist: Maurizio Andreuccetti | Model: Annachiara Mazzocchi | Dress: Franco Ciambella HC | Hair Stylist: Aesthetics Oscar | Make-Up: Francesca Petti / Eliana De Pari | Assistant: Carlo Coli






