Ophelia

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Fotografia_Stampa Lambda montata su carta con cornice in abete ricoperta di cotone gessato.

Vari formati

2014

Concept and Project: Giuseppe Zanoni
Fashion Designer/Stylist: Irene Silvestri
Model: Elisabetta Calabrese
Hair Stylist: Matisse
Make-Up: Chiara Fedi

Tutti mi cercano al castello di Elsinore, ma io stasera ho deciso di non tornarci, per non sentire più la sua voce, quelle parole spregevoli su di me, la negazione del nostro amore, il disprezzo nei suoi occhi da pazzo.

Perché è Amleto il pazzo non io, la sua piccola Ophelia come dicono tutti.

Forse l’ha fatto per salvarmi, forse per non essere amato, lui che non ama nessuno, forse vuole altro da me oltre le lettere, le frasi, gli sguardi, i baci mai dati.

Stamattina nelle mie stanze ho aperto con Gertrude i bauli del mio corredo, ho tirato fuori tutti i miei abiti più belli e ho deciso di indossarli un giorno solo, non ho più nulla per cui aspettare. Poi i gioielli di mia madre: coralli, perle, ametiste, granate, cristalli… ho attinto a piene mani in quegli scrigni preziosi chiusi da tempo.

Cerco di portarmi via le cose più belle e tutto quello che mi mancherà per farmi più sensuale lo prenderò dalla natura: fiori, foglie, ghirlande, bacche… Sfila la mia vita tra i rami di questa foresta, sposa bambina o giovane ancella, dolce cortigiana o triste sirena in cerca del suo re perduto, i pizzi che si lacerano mentre corro a perdifiato, la seta che si sporca mentre salgo sugli alberi o mi distendo alla loro ombra ad intrecciare corone di mirto con piccoli ranuncoli e odorose rose selvagge.

Un flebile canto esce dalla mia bocca, racconta di quell’amore ormai perso, di quel cuore negato, e questi fiori, a lui dedicati, voglio innalzarli sul ramo più alto, magari li vede oltre la nebbia e mi viene a cercare… Ancora un piccolo sforzo, ma tutto crolla intorno a me e il fiume lambisce già le trine e i merletti della mia gonna.

Non faccio resistenza ai flutti schiumosi, mi abbandono alla corrente impetuosa, liberando il mio canto come sirena che torna alle origini degli abissi, per placare il mio cuore ferito che nessuno ha voluto amare. Saranno tre cavalieri del futuro a riportarmi in vita, anacronistici e coraggiosi, che faranno rivivere le mie corse sfrenate e il mio folle canto in una serie di scatti rarefatti dopo che per secoli pittori e scrittori hanno cercato di descrivere la mia anima tormentata senza riuscirvi appieno…

Armando Terribili

Fashion Designer, Fashion Consultant

“Sappiamo ciò che siamo ma non quel che potremmo essere” – (Ofelia: atto IV, scena V)

Everyone is looking for me at the Elsinore Castle, but tonight I won’t go back to hear his voice again, those terrible words about me, the denial of our love, and disdain in his crazy eyes.

Because he is crazy, and not me, his little Ophelia, as everyone says.

Maybe he did it to save me, maybe because he doesn’t want to be loved, he who doesn’t love anyone, maybe he wants more than letters, words, looks, and kisses which were never given.

With Gertrude this morning I opened the cloakrooms in my rooms, I took all my nicest dresses and decided to wear them all in one day, as I have nothing to wait for anymore. Then my mother’s jewels: corals, pearls, amethysts, grenades, crystals … I thoroughly searched into those precious jewel cases closed for a long time.

I try to bring with me the most beautiful things, and everything I’ll miss to make myself more sensual I’ll simply take from nature: flowers, leaves, garlands, berries … my life passing between the branches of this forest, a little girl or a young woman, sweet courtiers or a sad mermaid looking for his lost king, laces that cut as I run desperately, the silk that gets dirty as I climb trees or am distracted by their shade to twist myrtle crowns with small butterflies and fragrant wild roses.

A faint song comes out from my mouth, it tells a story of lost love, a denied heart, and these flowers, devoted to him: I want to lift them to the tallest branch, so he may see them above the fog and come to look for me. It’s just a small effort, but everything collapses around me and the river already reaches the laces of my skirt.

I can’t resist these foamy waves: I leave myself to the impetuous current, singing my song as a mermaid returning to the depths of the abyss, to heal my wounded heart that no one wanted to love. Three knights of the future will bring me back to life, anachronistic and brave, who will revive my unbridled races and my crazy singing in a series of glorious moments, centuries after painters and writers tried to describe my tormented soul unsuccessfully…

Armando Terribili

Fashion Designer, Fashion Consultant

“We know what we are but know not what we may be” – (Ophelia: act IV, scene V)

 

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