I misteri delle vie cave

 

Alla scoperta del mondo misterioso degli Etruschi attraverso le vie Cave, un dedalo di vie scolpite nel tufo che risalgono a tremila anni fa, immerse in una natura primordiale.

19 Aprile

Itinerario: Grosseto-Pitigliano-Sovana

 

Info: tel. 3396159477 – zanonilab@gmail.com

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I MISTERI DELLE VIE CAVE

Le Vie Cave, dette anche Cavoni, sono un suggestivo reticolo viario che collegava gli insediamenti di Pitigliano, Sorano e Sovana in epoca Etrusca. Sono state scavate completamente nel tufo e si sviluppano principalmente a trincea con una larghezza che varia dai 2 ai 3 metri ed altezze che possono sfiorare anche i 20 metri. Percorrendo i sentieri, in alcuni punti si possono notare le fronde degli alberi che chiudono completamente la via formando un mistico e affascinante gioco di luci; queste particolari condizioni ambientali umide e ombrose favoriscono la vita a muschi, licheni e felci. Sono evidenti anche segni di usura sul fondo della via causati dal passaggio per secoli dei carri trainati dai muli, a dimostrazione di quanto fossero importanti vie di comunicazione. Resta comunque un velo di mistero dietro la realizzazione delle Vie Cave, mistero relativo ai segni apotropaici rinvenuti sulle pareti (per allontanare spiriti maligni o atti a comunicare?) ed a particolari incisioni a reticolo. Di sicuro rappresentavano un buon strumento di sicurezza e difesa dai possibili invasori, ma viene anche affermato che potevano essere allo stesso tempo percorsi sacri; è comunque difficile dare una risposta sicura, pur rimanendo indubbio che nelle vicinanze delle vie sono state rinvenute numerose Necropoli. In epoca cristiana Le Vie Cave vennero inserite all’interno della rete viaria che collegava l’antica Via Clodia da Saturnia a Roma. La particolare oscurità, il mistero che avvolge questi profondi tagli nella roccia e le suggestioni che essi emanano, hanno favorito la realizzazione, in epoca più recente, di numerosi “scacciadiavoli” (piccole nicchie con immagini sacre dipinte) allo scopo di soccorrere e rassicurare i viandanti. La particolare atmosfera che si vive in questi percorsi ha anche reso possibile il perdurare di antichi riti pagani come quello che, fino al secondo dopoguerra, si svolgeva tutti gli anni, il 19 marzo, nella Via Cava di S.Giuseppe a Pitigliano: una processione notturna durante la quale gli adepti erano soliti portare nelle mani delle fascine ardenti.

PITIGLIANO

Il caratteristico centro storico di Pitigliano è conosciuto come la piccola Gerusalemme per la presenza storica di un’importante comunità ebraica. Percorrendo le antiche vie del paese, protette dagli edifici del centro storico, si potranno trovare degli scorci unici e molto affascinanti. Giunti nel ghetto si potranno ammirare sui muri le scritte in ebraico che ci guideranno fino al luogo di culto per eccellenza per la comunità ebraica presente nel borgo, la Sinagoga, costruzione risalente al 1598.

SORANO

Antico borgo medioevale, posto ad ovest della zona del Tufo, la cui vicinanza con i paesi della maremma laziale fa sì che nel dialetto locale si senta molto l’influenza di parole ed idiomi del territorio viterbese. Sorano, noto anche per la sua ottima cucina tipica, ricade in un territorio ricco di storia e di archeologia ed è conosciuto anche come La Matera della Toscana per la sua particolare urbanistica rupestre e per i molti edifici scavati ed eretti nel tufo, come i famosi Sassi di Matera.

SOVANA

Meraviglioso borgo medioevale dove sembra che il tempo si sia fermato. Camminando per il piccolo centro storico si ha la sensazione di fare un viaggio nel tempo. Appena fuori il paese è possibile ammirare le antiche tracce di vita risalenti all’epoca degli Etruschi; infatti dal 7° al 3° secolo a.c., Sovana fu un importante e fiorente centro etrusco e ne è traccia l’attuale Necropoli con la famosa tomba a forma di tempio greco denominata Tomba Ildebranda. Successivamente Sovana divenne un’importante città in epoca romana e sede vescovile nei primi secoli del Cristianesimo. Tra il 6° e il 7° secolo d.c. fu conquistata dai Longobardi e passò sotto il dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato si estendeva su tutto il territorio della Provincia di Grosseto. Agli Aldobrandeschi succedette la Famiglia degli Orsini, già presente a Pitigliano, ma nel 1410 la cittadina fu devastata e saccheggiata dai senesi. Per alcuni secoli Sovana rimase in un stato di abbandono e solamente un meticoloso e costoso restauro ha fatto sì che arrivasse al giorno d’oggi nello stato originale che ne rappresenta un gioiello perfettamente conservato con una storia alle sue spalle lunga migliaia di anni.

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