Domani Nella Battaglia Pensa A Me

Deserting Reality – Premio Celeste 2015 – 14/22 Novembre – Spazio Ex Bazzi – Milano

Opere finaliste

 

Domani nella battaglia pensa a me

Domani nella battaglia pensa a me 02

01

Fotografia_Stampa su carta Fine Art Hahnemühle Photo Rag Smooth, montata su Dibond con distanziatori

cm 120×80

2015

 

HD Video

12 m 40 s

2015

Concept and Project: Giuseppe Zanoni

Thanks to

Abiti: Irene Silvestri/White Mouths

Model: Vittorio Coli

Model: Michelangelo Gabrielli

and Matteo Maggio, Andrea Scotto, Andrea Spagnoli.

Due fanciulli, si tengono per mano assorti in una inquietante e metafisica rigidità. Sono di spalle e osservano un mondo deserto, una realtà desertificata, la cui natura ingloba ineluttabilmente i ruderi di una fortezza militare. I fanciulli indossano liturgicamente gli stessi abiti, che riportano stampati sul candido tessuto bianco una texture di segni neri. Segni volutamente e rozzamente didascalici, perché la grande storia, che si rivela sempre in grandi cicli di tragedie e decadenza, in fondo è semplice da capire: come Riccardo III, i due fanciulli sono rimasti soli nel mondo che odiano, e si tengono per mano. Ma il riferimento più adatto per questa serie di opere, suggerito anch’esso emblematicamente dal titolo, non è tanto Shakespeare quanto lo straordinario romanzo omonimo dello scrittore spagnolo Javier Marías: un uomo attraversa una serie di incredibili vicende che, evidenziando inganni, finzioni e ambiguità dei personaggi, rivela la dimensione tragica e ironica della vita quotidiana contemporanea, in tutti i suoi aspetti, anche i più piccoli, intimi e privati. Le ideologie sono morte, ma i loro fantasmi – come i fanciulli con abiti liturgici incrostati di croci e svastiche – sono più vivi di noi, del nostro egoismo e della nostra incapacità di vivere insieme in un mondo devastato dalla tecnologia.

Two children hand in hand are absorbed in a disquieting metaphysical rigidity. They are back and they observe a desert world, a desertified reality, the nature of which inevitably incorporates the ruins of a military fortress. The children are wearing the same clothes that liturgically bring printed a texture of blacks signs on a pure white cloth. The signs are deliberately and crudely didactic, because the great history, which is revealed in great cycles of tragedy and decadence, at bottom it’s simple to understand: like Richard III, the two children are remained alone in the world that they hate, and they are holding hands. But the most appropriate reference for this series of works, which is also symbolically suggested by the title, is not so much Shakespeare how much the extraordinary novel by spanish writer Javier Marías: a man lives a series of incredible events that highlighting deceptions, pretense and ambiguity of the characters, revealing the tragic and ironic dimension of contemporary daily life, in all its aspects, even the smallest, intimate and private. Ideologies are dead, but their ghosts – like children with liturgical clothes encrusted of crosses and swastikas – are more alive to us, of our selfishness and of our inability to live together in a world devastated by technology.

Mauro Papa

 

Il pianeta Terra è un minuscolo palcoscenico in una enorme arena cosmica. Fiumi di sangue versati per ideologie politiche o religiose, o semplicemente per diventare padroni di una minuscola frazione del minuscolo puntino. La presunzione degli esseri umani, della loro supposta importanza, la loro illusione di avere una qualche posizione privilegiata nell’universo, ha generato il concetto del bene e del male. Il bene e il male, un’entità unica, unita in un unico destino, quello di esistere su questo pianeta.

The planet Earth is a tiny stage in a huge cosmic arena. Rivers of blood spilled by political ideologies or religious, or simply to become owners of a tiny fraction of the tiny dot. The presumption of human beings, their supposed importance, their illusion to have some privileged position in the universe, created the concept of good and evil. The good and the evil, unique entity, unified in a single destiny, to exist on this planet.

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